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23 Oct, 2007

Seo? Addio alla long tail!

Posted by: NR In: posizionamento motori di ricerca| promozione siti web

Moltissimi colleghi parlano, in termini di posizionamento naturale o Seo, dell’utilitá della long tail. Analizzando il traffico veicolato al proprio sito, difatti, è possibile definire quella che è la long tail search. Ovviamente vi saranno poche parole chiave che porteranno una grossissima quantitá di traffico, e numerosissime parole chiave che, invece, porteranno pochissimo traffico. La forma della curva della long tail search è molto nota, difatti.

Ma siamo sicuri che è veramente il caso di lavorare duramente di Seo per posizionarsi anche per le ricerche che stanno alla fine della long tail?

Certo, in moltissimi penseranno, correttamente, che in realtá non ci si sta posizionado per una serie di parole chiave che stanno alla fine della long tail. Se il lavoro di posizionamento è ben fatto, queste si posizioneranno in modo naturale, automatico. Ok, certo, sono d’accordo, ma se cosi non fosse, invece. Se si dovesse decidere di ripianificare il proprio sito per permettere anche alle parole chiave alla fine della long tail di avere un adeguato posizionamento nelle Serp. Avrebbe senso? O meglio, proviamo a guardare al tema in un’ottica professionale ed economica: avrebbe senso investire per questo obiettivo? o forse vi son soluzioni alternative?

Credo che una diversa soluzione vi sia. Certo, non riguarda i tantissimi siti fatti amatorialmente, per passione o senza un preciso business plan alle spalle. Ma se lavorate per un’impresa dove quello che si guarda (e giustamente) è solo il ritorno del proprio investimento, beh, forse, prima di essere lincenziati, vi converrá rivedere la vostra strategia di marketing online.

Per meglio gestire investimenti (e non parlo di meri quattrini, ma anche di risorse dedicate) e ritorno dell’investimento, credo che il seo dovrebbe dimenticare la long tail. Perchè? Ci son diverse ragioni, ma la principale è ‘spreco di risorse’. O meglio, allocare meglio le risorse in funzione della loro migliore redditivitá. Di qui due assunti naturali.

Spendere soldi in PPC sulle parole al top della long tail è un suicidio economico. I costi del click sono in costante crescita, finirete per spendere un sacco di soldi ritrovandovi con un pugno di mosche. E’ noto difatti che quanto più una parole è generica, quanto più questa vi costerá e quanto meno vi renderá in termini di ritorno dell’investimento.

Allo stesso senso, invece, dedicare un team di seo al posizionamento delle parole chiave che stanno alla fine della long tail è un autentico suicidio professionale ed economico. Quale conclusione quindi? Studiare al meglio la propria strategia di marketing online per il massimo ROAS, il che vuol dire far lavorare il Seo e il Ppc su terreni diversi, sinergia e non sovrapposizione di risorse.

Il Ppc sará ideale, quindi per la long tail. E’ molto più facile e rapido preparare una landing page per una parola chiave alla fine della long tail, biddarci sopra (a costo bassissimo) e avere conversioni elevate piuttosto che far lavorare per mesi un team di seo per ottenre un ottimo posizionamento che però, in termini economici renderá molto poco.

Il seo, invece, deve smettere di lavorare espressamente per posizionarsi sulla long tail. E’ un gioco che non vale la candela. Debe invece lavorare sui termini generici, certo più difficili da posizionare, ma decisamente più costosi da biddare e sicuramente meno redditivi in termini di Roas.

Credo che solo trovando il giusto equilibrio tra Seo e Ppc (ma il discorso va allargato a tutti gli strumenti di marketing online) è possibile affinare una strategia globale di marketing che sia vincente. Anche perchè vorrebbe dire che la strategia di marketing è vincente quando globalmente, il suo ROAS è decisamente positivo. O ci siamo forse scordati che nelle aziende, giustamente, quello che regna è il mero profitto economico??

6 Risposte a "Seo? Addio alla long tail!"

1 | marco

October 23rd, 2007 at 4:08 pm

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ciao nicola, non vorrei essere banale, però mi sento di dire che:
- se l’ottimizzazione c’è stata, il sito, come dicevi tu, è già posizionato per le parole chiave che occupano gli ultimi posti della long tail;
- se l’ottimizzazione non c’è stata, invece, succede che la long tail non è indicativa, non restituisce cioè chiavi a tema, ma magari prende i footer e i copywrite e li mescola (almeno questo è quello che vedo verificarsi nei siti clienti che hanno poco testo). in ogni caso, senza una strategia volta ai motori di ricerca, dubito che qualcuno visioni la long tail senza che prima ci sia stato qualcun’altro che ha parlato di motori, indicizzazione e posizionamento.

dal mio punto di vista la long tail è, invece, importante.
soprattutto se si parla di conversioni.
magari succede che per le chiavi che generano più traffico la conversione non avviene, mentre si verifica per chiavi che “stanno più in fondo”.

certo è che, comunque, non credo sia necessario dedicare troppo tempo e risorse alla long tail, anche se dipende sempre dalla natura del sito e dall’obiettivo del sito stesso.

personalmente apprezzo la long tail, anche se nel senso più ampio del termine, non limitandomi alla lista delle parole chiave.

in ogni caso, credo sia utile sbirciare ogni tanto, perchè, ricordiamoci, che in essa sono contenute le espressioni di ricerca degli utenti. sono l’indizio più diretto che loro ci passano in merito al loro approccio ai motori di ricerca. ed è oro colato.

ciao nicola!
:-)

2 | Luca S.

October 23rd, 2007 at 5:07 pm

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Bravo Nicola, credo che in effetti in moltissime aziende italiane vi sia poca attenzione alla misurazione del proprio investimento, che sia su campagne online, piuttosto che assumendo persone. Credo che una corretta simbiosi di Seo e Ppc non sia affatto facile da trovare e generalizzare è molto difficile, dovendo tenere in conto moltissimi fattori (in primis il posizionamento attuale) ma mi piace l’idea di dedicare le risorse giuste dove le aspettative di risultato lo giustifcano.

3 | NR

October 24th, 2007 at 9:56 am

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Come suggerisci tu, Marco, indubbiamente la long tail è una fonte notevole di informazioni. Quello che suggerivo, invece, era il tipo di risorse da dedicarci per ‘coprirla’ adeguatamente. Talvolta, e specialmente se si parla di conversioni e Roi, dedicarci investimenti ppc risulta più performante che coprirla con attivitá di posizionamento naturale.

4 | Marco Dal Pozzo

October 26th, 2007 at 7:09 pm

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Post spunto di riflessioni :)

Il problema e’ che quando si arriva alla fine del periodo in cui si e’ praticato il PPC. Risultati veloci, si sa, ma che poi non sono destinati a durare nel tempo.

Fondamentalmente penso sia questione di obiettivi (breve, medio o lungo termine); soltanto dopo si puo’ pianificare e destinare risorse.

Ma le prime risorse da impiegare sono quelle pr lo studio di una buona strategia!

Per un lungo termine largo ai SEO ;)

5 | Long Tail e posizionamento: una chiave di lettura : Webpassion

November 22nd, 2007 at 11:22 am

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[...] (come giustamente sottolineava Riva in questo post). [...]

6 | Daniele

November 26th, 2007 at 11:56 am

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Volevo segnalarvi un interessante post sulla INUTILITà della long tail ai fini del posizionamento. Voi che ne pensate?

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  • salvatore: Sono d'accordo sul fatto che il pagerank sia solo uno degli elementi che concorrono al posizionamento di un sito: eppure io non back-linkerei (orrido
  • PageRank: nuovo aggiornamento | Web Marketing Blog: [...] SEO italiani e ottimi bloggers hanno ripreso alcune considerazioni direttamente da oltre oceano. http://seo.nicolariva.it/pagerank-inutile-osses
  • Max: A me sta cosa dell'evoluzione del "ragno" di Google nn può che fare piacere, io realizzo siti web e adoro il flash (a mio parere un'invenzione a dir