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16 May, 2007

Segmentare le ricerche per migliorare i risultati

Posted by: NR In: Keyword advertising| struttura del sito

Non tutte le ricerche sono uguali e meritano la medesima considerazione, investimento e aspettativa nei risultati. Normalmente, infatti, le ricerche che gli utenti fanno sui motori di ricerca corrispondono a diverse finalitá: si distinguono quindi diversi insiemi di ricerche, ognuna delle quali corrispondente a un diverso fabbisogno informativo.

La prima degli insiemi da considerare e’ quello di chi effettua una query per un bisogno navigazionale. Non mi ricordo perfettamente se quel sito che desidero visitare ha suffisso .it o .com e uso Google per trovare l’indirizzo cercato. Semplice e comodo, e ci si stupisce di quanta gente effettivamente utilizza google come un comune paginegialle.

Vi è poi chi, invece, utilizza Google e gli altri motori di ricerca per un bisogno informativo: scoprire come si chiama l’utlimo album di Madonna, o a che ora sará la prosisma regata di coppa america. La caratteristica di questo tipo di ricerche e’ che hanno un fine meramente informativo e molto raramente potranno convertirsi in una query orientata alla transazione.

Progredendo nell’identificazione degli insiemi di ricerca dall’informativo all’orientato all’acquisto (o transazione), troviamo le query investigativo-transazionali: ricerche che non esprimono una richiesta di transazione in modo diretto, ma indiretto. Ad esempio la ricerca dei rivenditori di macchine di caffè in una cittá, o cercare eventuali sconti per l’ultimo ipod nano. Questo tipo di ricerche possono frequentemnete convertirsi in un’acquisto (o transazione se acquisto, per la nostra attivitá è, ad esempio, la registrazione ad una newsletter) e devono destare maggiore interesse e investimento da parte del webmaster del sito.

Per ultimo abbiamo le query (o ricerche) smaccatamente orientamente all’acquisto, che esprimono già la volontá di acquisto nella ricerca. Queste sono decisamente le ricerche su cui e’ necessario investire maggiormente, perchè esprimono già di loro il bisogno di una transazione.

Nel pianificare i propri investimenti pubblicitari e organizzare i contenuti del proprio sito, e’ necessario tenere a mente questa divisione, sia per calibrare gli investimenti, sia per cercare di offrire il contenuto dovuto a seconda delle query. Sia nell’organizzazione del sito web che nella pianificazione degli investimenti, si deve tenere conto di questa classificazione, divividento le proprie parole chiavi in questi gruppi. Cosi facendo si potrá cercare sia di portare l’utente sulle pagine che possono soddisfare il suo bisogno, sia di calibrare in modo differente investimenti e aspettative dei risultati.

Non suggerisco di non investire sulle parole chiave che non esprimono un bisogno transazionale, ma di farlo con consapevolezza. Anche una iniziale query investigativa può divenire condurre a una transazione, ma ha sicuramente meno probabilitá di farlo di una ricerca smaccatamente orientata all’acquisto. Si deve essere consapevoli di ció nel pianificare le proprie aspettative di ritorno degli investimenti.

Allo stesso modo, se stiamo pianificando la riorganizzazione dei contenuti di un sito, si dovrá tenere conto delle differenti richieste e fornire a ogni richiesta il contenuto idoneo, o avremo un tasso di abbandono al sito elevato!

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  • salvatore: Sono d'accordo sul fatto che il pagerank sia solo uno degli elementi che concorrono al posizionamento di un sito: eppure io non back-linkerei (orrido
  • PageRank: nuovo aggiornamento | Web Marketing Blog: [...] SEO italiani e ottimi bloggers hanno ripreso alcune considerazioni direttamente da oltre oceano. http://seo.nicolariva.it/pagerank-inutile-osses
  • Max: A me sta cosa dell'evoluzione del "ragno" di Google nn può che fare piacere, io realizzo siti web e adoro il flash (a mio parere un'invenzione a dir