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02 Apr, 2009

Dalla Rete di Contenuto al Content Placement

Posted by: NR In: Google AdWords

Se non avete in mente altre strategie per aumentare il volume delle conversioni che arrivano dalla rete di ricerca di Google & Partners, sicuramente potete pensare alla rete di contenuto e alla sua ‘evoluzione’ ovvero le campagne content placement o all’italiana, posizionamenti gestiti, che significa poter scegliere i siti dove appariranno gli annunci al posto delle parole chiave.

Ora, non vorrei parlare della migliore strategia sulle campagne di reti di contenuto (realizzare campagne divers da quelle di search, usare keyword generiche, usare bidding il 70% inferiori alla rete di search etc..) quanto, invece, di come poterle sfruttare per arrivare a gestire campagne di Content Placement che possano portarvi vendite a costi accettabili.

Le campagne di contenuto, io le uso, personalmente, come strumento per arrivare alle campagne di Content Placement. Difatti, il primo step è sicuramente creare delle campagne di contenuto nel migliore dei modi e lasciarle accumulare un numero sufficiente di impressioni, clic e vendite.

Una volta che la campagna di contenuto è online e ha accumulato sufficienti dati, tramite un report di posizionamento, si posson avere molti dettagli sui siti che hanno inviato traffico e vendite. E possiamo cominciare quindi a pensare a una strategia di campagne di posizionamenti gestiti. Grazie a questo report potremo scoprire come appaiono, da una parte, una serie di siti che in realtá non hanno alcuna rilevanza con il nostro prodotto. Escludiamoli. Ma soprattutto vedremo che ci son un sacco di buoni domini che ci portano vendite! Questi sono i siti su cui puntare. Con le campagne di posizionamento gestiti.

Da notare che, una volta inclusi determinati siti nelle nuove campagne di Content Placement, è necessario metterli come siti esclusi nelle vecchie campagne di Content. Questo perchè vogliamo avere un controllo più preciso sul budget destinato a questi siti (e si può fare solo con una campagna a parte) e poi perché già sappiamo che son buoni siti, e dobbiamo fare un altro tipo di ottimizzazione (cpm e ad-text) su di loro. Quindi ricordarsi di escluderli.

Sicuramente, una prima campagna di Content Placement che andremo a creare è quella relativa ai domini parcheggiati o misspelled. Se giá non conoscete quelli relativi alla vostra area di prodotto, sicuramente con il report di posizionamento salteranno fuori. E vi renderete conto di quanto sono importanti per il vostro business.

Anche in questo caso, ovviamente potremo creare più campagne di Content Placement, affinando la tematica e modificando il contenuto degli annunci di testo per dare maggiore rilevanza e alzare il CTR.

Con questa strategia, quindi, potremo tenere sempre attive campagne di content con budget bassi. Usarle per ottenere dati coi quali creeremo campagne di Content Placement a cui dedicheremo un budget più ampio e su cui applicheremo tutte le nostre conoscenze in tema di ottimizzazione del ritorno dell’investimento.

Questa è la mia strategia, sicuramente voi ne avrete di differenti e altamente performanti..quali!?

2 Risposte a "Dalla Rete di Contenuto al Content Placement"

1 | web copywriter

April 6th, 2009 at 5:46 pm

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Ciao Nicola,

cosa intendi per Content Placement? Forse intendi parole chiave+posizionamenti?

2 | NR

April 6th, 2009 at 11:35 pm

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Si si intendo quello, il sistema per pubblicare i tuoi annunci di contenuto solo sui siti che desideri tu.

Comment Form


  • salvatore: Sono d'accordo sul fatto che il pagerank sia solo uno degli elementi che concorrono al posizionamento di un sito: eppure io non back-linkerei (orrido
  • PageRank: nuovo aggiornamento | Web Marketing Blog: [...] SEO italiani e ottimi bloggers hanno ripreso alcune considerazioni direttamente da oltre oceano. http://seo.nicolariva.it/pagerank-inutile-osses
  • Max: A me sta cosa dell'evoluzione del "ragno" di Google nn può che fare piacere, io realizzo siti web e adoro il flash (a mio parere un'invenzione a dir