Del convengo organizzato da Giorgio Taverniti, non posso che riportare una positiva sensazione. La due giorni tematica è stata interessante per molti motivi: la presenza di esperti del settore, il clima amichevole e partecipativo degli interventi, l’emersione, specialmente in fin di convegno, delle difficoltà e problematiche che incontrano gli operatori del settore.
Riguardo agli interventi dei vari esperti, direi che la utilità di un intervento rispetto ad un altro è solo da valutare in funzione di quello che ogni partecipante desiderava sapere. Questo per dire, e non si tratta di retorica, che tutti gli interventi son stati molto utili e di qualità . Dalle osservazioni di FradeFra e GiorgioTave sui blog e wordpress, allo studio di Mariangela Balsamo sulle abitudini degli utenti di fronte ai motori di ricerca, dalla precisa e completa presentazione delle migliori strategie di Keyword advertising di Enrico Madrigali alla presentazione di un seo-case da parte di PierSante di TSW.
Per rirportare la mia di opinione, sicuramente tra i ‘winner’ dei vari interventi metterei ai primi posti quello di Enrico di Madri sul keyword advertising. A Enrico va riconosciuta una chiarezza e linearità nell’esposizione (come a FradeFra del resto), che è figlia della sua esperienza di docenza e formazione. Ma è inutile dirlo: di fronte a una platea non conta solo ciò che si dice, ma come lo so dice. Direi che i due relatori sopra citati, son quelli che mi son piaciuti di più per la chiarezza dell’esposizione e contenuti proposti.
Spenderei due parole, infine, sugli ultimi momenti del Convengo GT, il botta e risposta finale, questioning time (chiamatelo come volete) che ha concluso la due giorni tematica. Mi è piaciuto molto lo stile e spirito che ha animato il finale. A differenza di altri incontri, finalizzati forse più a vendere i propri prodotti che a condividere il sapere e problematiche comuni, il Convengo GT è stato tutto caratterizzato dallo spirito di condivisione delle strategie, tecniche e soluzioni vincenti, ma in chiusura d’incontro è anche emersa una nuova, importante considerazione: quella di essere, noi SEO, sulla stessa barca, con problemi ed esigenze ricorrenti.
MI piace lo spirito che anima le intenzioni di molti SEO: cercare non solo di portare più fieno in cascina, ma farlo in un modo che sia etico e che permetta allo stesso settore del SEM di crescere e sviluppare una diversa considerazione da parte dei futuri e potenziali clienti e operatori del settore.
Quello che non ho avuto modo di affermare, è stato il mio punto di vista al riguardo. Condivido l’opinione dominante: il SEM viene spesso valutato come un settore poco interessante, meritevole di briciole dei vari piani di comunicazione e marketing mix, ma piuttosto che piangersi addosso, non sarebbe meglio rimboccarsi le maniche e cercare di indivudare cosa si può fare, in concreto, per cercare di cambiare le cose? A mio avviso, si dovrebbe cominciare a educare il cliente e il mercato all’utilità del Seo e SEM in genere Si deve smettere di proporsi e considerarsi come ottimizzatori, posizionatori o abili gestori di campagne PPC. Il seo è molto altro. E’ molto di più.
Dal mio modesto punto di vista, la chiave è abbandonare la settorialità cui ci confina il mercato. Solo proponendoci non più come ottimizzatori o posizionatori, ma come consulenti di prodotto, si potrà cercare virare verso una nuova considerazione del ruolo. Se è vero, e lo è, che un buon posizionamento passa solo dalla creazione di un buon prodotto online, un prodotto che sappia soddisfare l’utenza, perché il ruolo del SEO deve essere confinato a un mero posizionatore o ottimizzatore?
Se la chiave di un buon posizionamento è soddisfare l’utente, perché non elevarci a consulenti globali di prodotto? Piuttosto che dire al cliente che la sua strategia di seo è a rischio spam, perché non fargli comprendere, invece, che vi sono altre strategie, più utili (e non perchè gliele suggeriamo noi) e che solo attuando dei comportamenti che vanno a soddisfare l’utenza è possibile soddisfare anche il motore di ricerca?
