04 May, 2009
Analitica web: ma voi calcolate l’engagement dei vostri utenti?
Posted by: NR In: Marketing Online
Grazie a un week-end lungo son finalmente riuscito a finire di leggermi il documento di Eric Peterson dal titolo Measuring the immeasurable: visitors engagement dove il Guru dell’analatica propone un differente metodo di valutazione del comportamento degli utenti che con un unico indice, il valore dell’engagement (chiamiamola partecipazione? interazione?) da un ‘riassunto’ di differenti metriche per capire quale utente interagisce maggiormente col nostro sito, brand, prodotto.

Innanzitutto c’è da dire che la lettura non è molto semplice (per lo meno per me che non son un fanatico di matematica e statistica) e la formula finale indicata da Peterson (solo a guardarla ci si spaventa) non facilmente applicabile da tutti, ma i contenuti sono degni del suo nome: interessantissimi.
Ora, non sono un espero di analitica web..e sicuramente gente como Marcoziero o Marco Cilla potranno dare il loro parere ben più interessante, ma il modello presentato da Peterson mi sembra molto molto interessante, peró altrettanto complicato da mettere in pratica.
Peterson giustamente elenca una serie di ‘difetti’ che hanno le metriche classiche (tempo speso, pagine viste etc.) e che impediscono di avere un quadro fedele di quanto effettivamente sta facendo un determinato utente. Ad esempio, della metrica del tempo speso online, giustamente fa notare che non significa ‘attenzione online’. Io posso avere la pagina sotto un’altra che sto leggendo…e poi tornare alla pagina iniziale e fare un clic..ecco mi registra un tempo sulla pagina lungo quando io in realtá leggevo altro. Giustissima osservazione. E cosi ne seguono diverse.
La soluzione di Peterson è quella di offrire una visione ponderata di ogni metrica. Mi spiego meglio facendo un esempio. Riguardo al tempo speso sulla pagina, Peterson, afferma che per pulire il ‘disturbo’ che posson causare gli estremi della situazione (ovvero utente che ‘dorme’ su una pagina e utente che clicca rapidamente alla ricerca di qualcosa, la trova e se ne va) si deve ponderare il valore. Lo pondero nel senso che ogni sessione viene valutata di versamente e se il mio utente raggiunge il numero di tempo obiettivo (lo deduco, ad esempio dalla media di quanti comprano online..se la media è 4minuti deduco che solo se il mio utente arriva a almeno 4minuti posso considerare centrato l’obiettivo) bene, altrimenti no. In questa maniera arrivo a un valore percentuale (30-40-50%) che mi esprime il suo grado di interesse. Interessante, sicuramente.
In azienda siamo in diversi appassionati di questi argomenti e ci siamo trovati a discutere sull’utilitá pratica del lavoro di Peterson. Fermo restando il suo indubbio valore a livello teorico, nascon forti dubbi a livello pratico. Difficile da implementare, da condividere..
La metrica inventata da Peterson, invece, è decisamente piú affidabile (o almeno cosi si intende) e offre con un unico valore il riassunto dell’interesse, interazione dell’utente col tuo sito, ma le vecchie metriche risultano davvero cosi ‘antiche’ per gli scopi che abbiano nel marketing online?
La mia domanda quindi è questa: quanti di voi che lavorano in internet, che lavorano con analitica web conoscono questa nuova formula e come la giudicate? E soprattutto, quando ritenete possa essere ‘utile’ (tenendo a mente costi e difficoltá di implementazione) metterla in atto?
